A Claudio Spattini il premio Modigliani

La pittura di Claudio Spattini (1922-2010), modenese di nascita ma parmigiano d’adozione, ha conquistato Venezia.

Ili pittore figura infatti tra i vincitori del Premio Modigliani col riconoscimento di «eccellenza artistica» nell’ambito della manifestazione Pro Biennale, Mostra internazionale di pittura, poesia, fotografia, scultura, che si è tenuta a fine maggio, a Palazzo lvancich, organizzata all’interno del Padiglione Spoleto e curata da Salvo Nugnes, alla presenza di personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

Sette le opere esposte datate tra gli anni settanta del Novecento e il duemila e che ben rappresentano il percorso in­trapreso da Spattini che di base si è sempre avvalso, a parte un breve approccio astratto, di una pittura di trama figurativa con grande attenzione al colore, fatto di impasti tonali, materici, caldi nel loro rappre­sentare le cose e il paesaggio che restituisce con una verità intrisa di lirismo cromatico e formale.

Già artista riconosciuto nella sua città, nel 1954 Spattini era approdato a Parma dopo aver vinto la cattedra per l’insegnamento di disegno alla Scuola Media “Giovanni Pascoli”.

Attraverso la conoscenza di Carlo Mattioli era stato introdotto nell’ambiente artistico e culturale della città dove aveva ritrovato l’amico Amerigo Gabba, conosciuto al tempo della frequentazione dell’Accademia di Bologna. L’amicizia fra i due pittori proseguirà tutta la vita, tanto che divideranno anche lo studio e esporranno ripetutamente assieme.

I contatti nati in ambito artistico emiliano sono stati elemento importante nel percorso portato avanti di vivace attività e coinvolgimento nel mondo pittorico della città.

In questo contesto Spattini si inserisce con le sue composizioni, i paesaggi e le figure, aprendosi anche a partecipazioni in concorsi nazionali e mostre di rilievo nazionale e internazionale.

Nel 1994 diviene membro dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma.

Lavorerà fino all’ultimo nel suo studio di Strada Felice Cavalloni lasciando un’ultima opera incompiuta sul cavalletto.

Si spegne il 3 agosto del 2010 e nell’aprile del 2012 la Fondazione Cariparma lo celebra a Palazzo Bossi Bocchi con una antologica a cura di Gloria Bianchino. Un omaggio doveroso all’artista e all’uomo proseguito nel tempo grazie agli eredi.

Tra le mostre più recenti, la collettiva a Salò al Museo del Disegno e la personale a Modena che si è conclusa a fine maggio di quest’anno.

Di Stefania Provinciali – Gazzetta di Parma, 22 giugno 2025

FOTO: “Balcone fiorito” – 100×100 – 2004

 

A Claudio Spattini il premio Modigliani