“Per Spattini c’è sempre l’eleganza, addirittura la raffinatezza, a contenere e a risolvere tutto. Un gusto sottile che lega oggetti e ambiente e che crea, quasi sempre, piccoli capolavori di sensibilità.
E negli olii sabbiati delle nature morte di Spattini il tempo si è fermato.”
Tiziano Marcheselli
IL LIBRO

Claudio Spattini (1922-2010) è una figura significativa nella pittura italiana fra gli anni trenta e il secondo dopoguerra. Allievo di Arcangelo Salvarani e di Renzo Ghiozzi. Poi di Virgilio Guidi, Ilario Rossi e Giorgio Morandi all’Accademia di Bologna.
Pittore affermato nelle mostre subito prima del conflitto bellico, dialoga con Modigliani e con la Scuola Romana, soprattutto con Mario Mafai.
Poi, dopo il periodo di prigionia in Germania perché aveva rifiutato di arruolarsi con i fascisti della Repubblica di Salò, matura un consapevole rapporto con Matisse e col paesaggio fra Cézanne, Carrà e Tosi.
Nei tardi anni quaranta e nei cinquanta il dialogo con il Picasso del cubismo sintetico gli appare un punto di riferimento e lo aiuta a comporre nuove immagini di natura morta come anche di figure negli interni.
Pittore sempre attento al nuovo, negli anni sessanta Spattini arricchisce la sua ricerca delle materie dell’informale e presto organizza complessi sistemi di nature morte, oppure nudi nello studio, che diventano paesaggi, composizioni sulle quali lavorerà negli ultimi decenni.
Per tutta la vita l’artista dialoga col naturale, a cominciare da quando, prigioniero dei tedeschi, schizzava sul treno, in un libretto, i tetti delle case dell’Alto Adige fino al Brennero, tetti tanto diversi da quelli della piana del Po.
Il dialogo con il paesaggio, sempre disegnato e dipinto dal vero, lo accompagna per una vita, un paesaggio denso delle memorie di luoghi amati, spesso felice sintesi di arte francese e tradizione italiana, di pittura post impressionista e di confronti fra realisti e astratti degli anni cinquanta.
La riscoperta di Claudio Spattini permette di illuminare un lungo, complesso, importante percorso di ricerca.


Andare al museo non è solo tempo libero.
Può essere un comportamento biologicamente rilevante.
Uno studio pubblicato su Innovation in Aging ha analizzato 3.556 adulti nel Regno Unito, confrontando la partecipazione ad attività artistiche e culturali con diversi “orologi epigenetici”: indicatori che stimano il ritmo dell’invecchiamento biologico attraverso modificazioni chimiche del DNA.
Il risultato è interessante: chi partecipava più spesso ad attività come leggere, ascoltare musica, visitare musei, andare a concerti o frequentare esperienze culturali mostrava segnali compatibili con un invecchiamento epigenetico più lento in alcuni indicatori.
Non significa che un concerto sostituisca l’attività fisica.
Significa che il corpo non risponde solo a dieta, sonno e movimento.
Risponde anche agli ambienti in cui lo metti.
Agli stimoli che riceve.
Alle emozioni che attraversa.
Alle relazioni che attiva.
Alla qualità dell’attenzione che esercita.
L’arte può ridurre lo stress, stimolare il cervello, favorire connessione sociale e creare esperienze emotive che interrompono la routine automatica.
Questi non sono dettagli “decorativi”.
Sono ingredienti che possono influenzare regolazione psicofisiologica, infiammazione, benessere mentale e, nel tempo, traiettorie di salute.
Per questo romanticizzare la vita non basta.
Ma portare bellezza, cultura e presenza dentro la vita quotidiana può diventare una forma concreta di cura.
Non è cardio.
È igiene del sistema.
👉 Segui @drfantechi per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.
Fonti:
Fancourt, 2026, Does leisure activity matter for epigenetic aging? Analyses of arts engagement and physical activity in the UK Household Longitudinal Study, Innovation in Aging.
Fancourt, 2026, Mechanisms underpinning the mental health impact of arts engagement, Nature Reviews Psychology.
Fancourt, 2019, What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review, World Health Organization. ... Vedi altroVedi meno
Andare al museo non è solo tempo libero. Può essere un comportamento biologicamente rilevante. Uno studio pubblicato su Innovation in Aging ha analizzato 3.556 adulti nel Regno Unito, confrontando la partecipazione ad attività artistiche e culturali con diversi “orologi epigenetici”: indicatori che stimano il ritmo dell’invecchiamento biologico attraverso modificazioni chimiche del DNA. Il risultato è interessante: chi partecipava più spesso ad attività come leggere, ascoltare musica, visitare musei, andare a concerti o frequentare esperienze culturali mostrava segnali compatibili con un invecchiamento epigenetico più lento in alcuni indicatori. Non significa che un concerto sostituisca l’attività fisica. Significa che il corpo non risponde solo a dieta, sonno e movimento. Risponde anche agli ambienti in cui lo metti. Agli stimoli che riceve. Alle emozioni che attraversa. Alle relazioni che attiva. Alla qualità dell’attenzione che esercita. L’arte può ridurre lo stress, stimolare il cervello, favorire connessione sociale e creare esperienze emotive che interrompono la routine automatica. Questi non sono dettagli “decorativi”. Sono ingredienti che possono influenzare regolazione psicofisiologica, infiammazione, benessere mentale e, nel tempo, traiettorie di salute. Per questo romanticizzare la vita non basta. Ma portare bellezza, cultura e presenza dentro la vita quotidiana può diventare una forma concreta di cura. Non è cardio. È igiene del sistema. 👉 Segui @drfantechi per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro. Fonti: Fancourt, 2026, Does leisure activity matter for epigenetic aging? Analyses of arts engagement and physical activity in the UK Household Longitudinal Study, Innovation in Aging. Fancourt, 2026, Mechanisms underpinning the mental health impact of arts engagement, Nature Reviews Psychology. Fancourt, 2019, What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review, World Health Organization.
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Esposizione di opere di Claudio Spattini a
Mercanteinfiera 2026
📍 Fiere di Parma - Viale delle Esposizioni 393A - Parma
Presso Galleria LE DUE TORRI
Padiglione 3 - Stand H19
📆 3-11 ottobre 2026
Orari: dalle 10.00 alle 19.00
(Domenica 11/10 : dalle 10.00 alle 17.00)
📷 In foto: Massimo Spattini con Tommaso Tomasi della Galleria “Le Due Torri”.
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